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Aggiornato il 31 Luglio 2026

Come estirpare polloni del tiglio​

Il tiglio è una pianta elegante e generosa: ombra in estate, fioritura profumata in primavera, un aspetto classico nei viali e nei giardini. Però quando cominciano a spuntare i polloni, soprattutto alla base o dalle radici, l’estetica si perde e la gestione diventa un impegno quotidiano. Come intervenire? Questo testo ti guida passo dopo passo su come estirpare i polloni del tiglio in modo efficace, sicuro e rispettoso della pianta. Ti spiego come riconoscerli, quando intervenire, quali strumenti usare e che metodi adottare per risolvere il problema a lungo termine, senza liste o istruzioni criptiche.

Identificare i polloni del tiglio: capire che cosa hai davanti

Prima di prendere la vanga è fondamentale saper distinguere i polloni veri da altre forme di ricaccio. I polloni del tiglio nascono tipicamente dal colletto o dalle radici e si presentano come giovani fusti eretti che spuntano vicino alla base dell’albero o anche a distanza, se la pianta ha radici fascicolate. Spesso sono molto vigorosi: foglie più grandi, crescita rapida e numerose ramificazioni. Diverse invece sono le gemme epiche (o succhioni) che partono dal tronco più in alto: questi nascono nelle ferite o nelle zone indebolite e lo stile di trattamento può essere diverso. Insomma, prima di agire, osserva con calma dove parte il germoglio. Se la base è coinvolta, probabilmente hai a che fare con polloni radicati; se il getto compare lungo il tronco, è invece una questione di epicormica che indica uno stress della chioma o pratiche di potatura non corrette.

Perché eliminare i polloni: motivazioni pratiche e di salute

Potresti pensare che tagliare qualche getto sia un dettaglio, ma i polloni consumano risorse importanti. Ogni germoglio sottrae acqua e nutrienti all’albero principale e può compromettere la stabilità strutturale della radice. Inoltre, se lasciati crescere, i polloni formano un polo secondario che può indebolire il portamento del tiglio e favorire malattie, poiché la continua produzione e rimozione di legno giovane crea punti deboli. Per chi ha un giardino curato o alberi vicini a marciapiedi e strutture, i polloni possono creare problemi anche alle fondamenta o alle tubazioni. In breve, non si tratta solo di estetica: gestire i polloni è una scelta di manutenzione che tutela la salute dell’albero e la sicurezza dell’ambiente circostante.

Il momento giusto per intervenire: stagionalità e strategie

Quando è meglio estirpare? Il periodo ottimale è la tarda stagione dormiente, quindi fine inverno o inizio primavera, prima che riprenda la vegetazione attiva. Intervenire in dormienza riduce lo stress per la pianta e permette di vedere meglio la base e le radici senza il fogliame che nasconde i getti. Tuttavia, se i polloni sono piccoli, puoi anche monitorarli e rimuoverli durante la stagione di crescita con tagli ripetuti per esaurire le riserve della pianta. Se invece il problema è molto invasivo o vicino a impianti e strutture, è preferibile agire quando il terreno è lavorabile. Evita i periodi di gelo intenso o di siccità estrema: lavorare il terreno in condizioni avverse può danneggiare le radici sane.

Attrezzi e sicurezza: cosa usare senza esagerare

Serve solo tanta forza? Non esattamente. Gli attrezzi giusti rendono il lavoro efficace e più rapido. Per polloni sottili bastano cesoie robuste; per getti più spessi si utilizzano seghetti da potatura o forbici a lama lunga. Quando i polloni sono numerosi e radicati profondamente, la vanga e la zappa diventano indispensabili per scoprire e seguire la radice madre. In presenza di ceppaie o grossi volumi legnosi, può servire una sega manuale più consistente o l’intervento di un professionista con motosega e, in casi estremi, una mototrivella o una fresa per ceppi. Mai dimenticare i dispositivi di protezione: guanti da lavoro, occhiali protettivi e calzature robuste. Lavora con attenzione per non ferire il fusto principale; un colpo sbagliato alla base può creare danni permanenti. E se il tiglio è grande e i polloni si intrecciano con altri alberi o linee elettriche, chiama un arboricoltore: la prudenza non è mai troppa.

Procedura passo dopo passo per estirpare i polloni

Inizia con un’esplorazione attenta attorno alla base. Rimuovi pacciame e terriccio superficiale per visualizzare la zona e localizzare l’origine del pollone. Se il germoglio nasce da una singola radice laterale, scava intorno ad essa con la vanga fino a mettere a nudo la zona di attacco. Segui la radice per qualche decina di centimetri e trova il punto più vicino al colletto da cui il pollone parte. Taglia il pollone il più vicino possibile all’origine con una sega o cesoia, evitando di lasciare monconi lunghi. Quando il pollone è molto grande, potrebbe essere necessario tagliare in porzioni più piccole per rimuoverlo agevolmente senza rompere radici principali del tiglio. Se noti che il pollone è parte di una radice che si estende per metri, la scelta dipende dall’obiettivo: vuoi eliminare solo quel getto o impedire completamente nuove emissioni? Nel primo caso procedi a tagliare il singolo pollone; nel secondo potrebbe essere necessario asportare una porzione più ampia della radice o intervenire con tecniche che impoveriscono la capacità della radice di emettere gemme, come la rimozione del colletto o, in casi estremi, l’estrazione parziale della ceppaia.

Metodi alternativi e considerazioni chimiche

Ci sono situazioni in cui la sola estirpazione meccanica non basta. I polloni persistono perché la radice conserva riserve nutritive. Una strategia pratica è la potatura ripetuta: tagliare i polloni appena spuntano più volte durante la stagione riduce progressivamente le riserve e può portare all’esaurimento delle emissioni. Questa pratica richiede pazienza ma evita l’uso di sostanze. Se si cerca una soluzione definitiva e immediata, alcuni professionisti applicano diserbanti sistemici a base di glifosate direttamente sul taglio del pollone o sul moncone. È essenziale prestare estrema attenzione: questi prodotti sono potenti, possono danneggiare la pianta madre se applicati in modo impreciso e hanno implicazioni ambientali e normative. La scelta e l’uso di prodotti chimici devono rispettare le leggi locali, le indicazioni riportate in etichetta e le norme di sicurezza. Personalmente suggerisco di privilegiare la rimozione meccanica e la gestione ripetuta; la chimica è un’opzione da considerare solo come ultima risorsa, e preferibilmente affidata a un professionista.

Gestione del materiale rimosso e rischi di rinvivo

Smaltire correttamente i polloni è importante. Piccoli tralci possono facilmente radicare se lasciati a contatto con il terreno umido. Per evitare rinvivi indesiderati, non accumulare i rami appena tagliati direttamente sul terreno vicino alle piante. È meglio triturarli, bruciarli se consentito dalla normativa locale o compostarli in modo controllato lasciando che il materiale si asciughi completamente prima di usarlo come ammendante. Ricorda che pezzi di radice o di tronchetto possono dare origine a nuovi getti. Quando rimuovi un grosso apparato radicale, assicurati di estrarre tutta la porzione fine e soprattutto il punto di emissione del pollone; lasciare parti di radice appena sotto il livello del suolo può portare a nuovo risveglio.

Prevenzione e manutenzione a lungo termine

Una volta tolti i polloni, la prevenzione è la parte più importante. Mantieni una buona gestione della chioma del tiglio: potature corrette, senza lasciare ferite eccessive, riducono la probabilità di ingenerare epicormici. Evita tagli drastici che sollecitano la pianta a difendersi con nuovi getti. Un pacciame organico bene gestito e l’irrigazione regolare nelle stagioni secche aiutano la pianta a non entrare in stress, condizione che spesso stimola la crescita dei polloni. Se hai problemi ricorrenti con polloni da radice in aree circoscritte, valuta l’installazione di barriere radicali durante nuovi impianti; sono opere più impegnative ma, se ben progettate, limitano la diffusione delle radici che emettono polloni.

Quando chiamare un professionista

Alcuni casi richiedono mani esperte. Se il tiglio è molto grande, se i polloni si avvicinano a tubature, cavi o muri, oppure se la base mostra segnali di marciume o malattia, è meglio interrompere e consultare un arboricoltore qualificato. I professionisti possono valutare lo stato sanitario dell’albero, eseguire una rimozione delle radici senza compromettere la stabilità e utilizzare attrezzature da fresa per ceppi quando necessario. Richiedere un preventivo e una valutazione non è una resa: spesso risparmia tempo, denaro e protegge l’albero nel lungo periodo.

Conclusione: un approccio ragionato paga sempre

Togliere i polloni del tiglio non è una corsa contro il tempo, ma una serie di scelte ragionate. Osservare, capire l’origine del problema, usare gli attrezzi giusti e applicare tecniche adeguate porta a risultati duraturi. Se tratti la pianta con rispetto e procedi con pazienza, puoi ristabilire l’equilibrio senza ricorrere per forza a soluzioni drastiche. Ricorda: a volte la miglior strategia è una potatura costante e attenta, altre volte serve intervenire con scavi mirati o con l’aiuto di un professionista. In ogni caso, la chiave è conoscere il nemico: il pollone non è un fastidio senza soluzione, ma un segnale che, letto correttamente, ti indica come prenderti cura del tuo tiglio per gli anni a venire.

Se vuoi, posso aiutarti a valutare una situazione specifica: inviami una foto della base del tiglio e ti dirò se sembra un semplice pollone radicato o qualcosa che richiede un intervento più complesso.

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Luisa Lanza

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Luisa è una appassionata blogger che si occupa di casa, bellezza e lavoretti di fai da te. Ha sempre avuto una passione per la creazione e la personalizzazione degli ambienti domestici e per la cura della propria bellezza naturale. Ha deciso di condividere la sua passione e la sua esperienza con il mondo, creando un blog dove pubblica consigli e tutorial su come rendere la propria casa accogliente, bella e funzionale.

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