Cosa Vedere a Simi

Se si arriva a Simi su un traghetto da Rodi, come fanno in molti, è difficile immaginare che questo posto minuscolo, con un’unica città e pochi paesi sparsi, un tempo contava una popolazione maggiore di quella di Rodi. Tra il XVII al XIX secolo almeno 30000 persone vivevano qui, in condizioni di notevole benessere. Oggi la popolazione è meno di un decimo di questa cifra, ma aumenta in estate con l’arrivo dei turisti.

Per un’occhiata alle antiche ricchezze dell’isola, incamminati per l’irto sentiero che, dalla zona portuale, conosciuta come Gialos, sale verso la parte alta della città, Chora. Su entrambi i lati del sentiero formato da 375 scalini, puoi ammirare dimore neoclassiche, molte cadute in rovina e altre restaurate grazie alle ricchezze che il turismo a portato a Simi.

Paesini e spiagge sono sparsi per tutta l’isola. Recati al Monastero di Moni Taxiarchis Michail Panormitis (aperto alle gite in traghetto e alle visite organizzate) che si trova nella Baia di Panormitis, nell’estremo sud. Le escursioni in barca da Rodi conducono i turisti al monastero, mentre altri fanno tappa al gruppo di case sul posto.

Il monastero non è particolarmente antico, risale appena al XVIII secolo, con ampliamenti successivi. Qui trovi un museo, una chiesa e un’icona raffigurante San Michele Arcangelo, patrono di Simi e dei marinai, che si recano in pellegrinaggio, per ringraziare il santo della traversata sicura del mare.

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